La fisica di Rocky vs. la fisica in classe: il paradosso del 6 luglio.
Il 6 luglio nascono, fondamentalmente, due categorie di persone.
Da una parte c'è Sylvester Stallone. Quello che interpreta Rocky sale di corsa la scalinata di Philadelphia, incassa una quantità di colpi incompatibile con la normale biomeccanica umana e, alla soglia degli 80 anni, continua ad allenarsi come se la gravità fosse solo un'opinione.
Dall'altra ci sono quelli che passano le giornate a spiegare perché, dal punto di vista della biomeccanica, della quantità di moto e dell'impulso, molti di quei pugni avrebbero conseguenze decisamente meno cinematografiche.
Indovinate in quale categoria sono finita.
Lui studia come sferrare un gancio destro da KO. Io studio la quantità di moto, l'impulso e le leggi della fisica che governano quel gancio.
Lui sul ring affronta Ivan Drago. Io in aula affronto gli studenti quando alzano la mano e chiedono: "Prof, ma questa formula, nella vita vera, a cosa serve?"
Spoiler: a livello di picco di cortisolo e pressione psicologica, fanno quasi altrettanta paura.
Alla fine, però, credo che io e Sly facciamo lo stesso mestiere.
Lui usa la fisica (e qualche licenza cinematografica) per far sembrare possibile l'impossibile. Io la uso ogni giorno per dimostrare che il mondo reale è già abbastanza spettacolare così com'è.
Buon compleanno a me... e anche a Sly!