La matematica insegna che l'universo vive di proporzioni. Dicono che l'armonia si avvicini alla Sezione Aurea (φ ≈ 1,618).

Poi è arrivato Nerone.

Dopo il grande incendio di Roma del 64 d.C., l'imperatore decide di "rifarsi casa".

Casa...

Insomma.

Circa 80 ettari nel centro di Roma.

Non una villa, ma un intero quartiere: giardini, boschi, sale ricoperte d'oro, soffitti decorati d'avorio e perfino un lago artificiale.

Se un professore vi chiedesse di calcolare quanti metri quadrati c'erano da piastrellare... probabilmente cambierebbe mestiere.

I dati "scientifici" del progetto

Ingegneria fuori dal comune: una sala da pranzo ruotava lentamente per imitare il movimento del cielo.

Proporzioni decisamente discutibili: all'ingresso svettava il Colosso di Nerone, una statua alta circa 35 metri.

Ed ecco il colpo di scena.

Il Colosseo non si chiama così perché è... colossale.

Il suo nome deriva dal Colosso di Nerone, la gigantesca statua che sorgeva proprio accanto all'anfiteatro.

Quindi, in un certo senso, il "Colosseo" non è mai stato il vero colosso.

Alla fine dei lavori Nerone avrebbe esclamato:

"Finalmente posso abitare in una casa degna di un essere umano!"

Spoiler: nella sua equazione, il valore di x tendeva a +∞.

La matematica insegna che tutto è una questione di proporzioni.

Nerone, evidentemente, quel capitolo l'aveva saltato.

Lo sapevate che il Colosseo deve il suo nome a una statua e non alle sue dimensioni?