Se Meknes è la celebrazione della monumentalità geometrica, Fez (e in particolare la Medina di Fes el-Bali) è il test definitivo per qualsiasi esperto di logistica e progettazione di reti.
Oltre 9.000 vicoli, nessuna automobile nella Medina e un flusso continuo di persone, merci e attività economiche. A prima vista sembra un gigantesco labirinto progettato da qualcuno che odiava profondamente i navigatori satellitari.
In realtà è uno degli esempi più affascinanti di organizzazione urbana preindustriale ancora esistenti.
La Medina: una rete urbana decentralizzata
La Medina non è cresciuta seguendo una griglia geometrica come molte città moderne, ma si è sviluppata progressivamente adattandosi al territorio, alle esigenze della popolazione e alle attività economiche.
◾ Gerarchia dei percorsi: gli assi principali collegano le porte della città ai mercati e alle zone produttive, mentre una fitta rete di vicoli secondari conduce ai quartieri residenziali. ◾ Decentralizzazione dei servizi: ogni quartiere disponeva storicamente di servizi essenziali come moschea, forno, fontana e hammam, riducendo la necessità di continui spostamenti verso il centro. ◾ Resilienza del sistema: la distribuzione delle attività su più quartieri ha contribuito per secoli a mantenere efficiente il funzionamento della città senza un unico punto critico da cui dipendesse tutto il sistema.
Traduzione moderna: una rete distribuita che continua a funzionare efficacemente anche senza semafori, sensori e algoritmi di gestione del traffico.
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