Esiste un momento di tensione pura, superiore a qualsiasi esame di maturità: il parcheggio a S in una via trafficata, con una fila di auto dietro che ti osserva con giudizio.

In quel momento, non sei solo un automobilista che cerca di non graffiare i cerchioni. Ti trasformi improvvisamente in un ingegnere meccanico. Il tuo cervello inizia a processare una quantità folle di geometria applicata, calcolando angoli di sterzata e punti di tangenza che nemmeno al MIT.

Mentre voi pensate "Speriamo che il paraurti del SUV dietro sia elastico", i vostri neuroni stanno elaborando:

• Il raggio di curvatura: l'esatta inclinazione dello sterzo per non demolire la portiera del vicino.

• Il punto di inversione: quel millimetro magico in cui devi ruotare il volante nel senso opposto, o finirai a fare compagnia alle aiuole.

• L’ingombro dinamico: un calcolo millimetrico tra il marciapiede (il nemico giurato) e la macchina davanti.

Risultato? Se tutto va bene, l'auto scivola nel buco come un pezzo del Tetris. Precisione chirurgica. Ti senti pronto per guidare un rover su Marte.

Certo, la parte tragica è che lo stesso "genio della geometria" è capace di mancare completamente la bocca del cestino dei rifiuti con una pallina di carta da mezzo metro.

A quanto pare, il nostro cervello dà il massimo solo quando c'è di mezzo il bonus assicurativo.